VITICOLTURA

La scelta aziendale è orientata verso un prodotto di nicchia, ottenuto da coltura biologica: il vigneto è curato con concimazioni di stallatico, con ripetuti passaggi della fresa per pulire il terreno dalle erbe infestanti e dove non giunge il trattore, attorno alle barbatelle, l’erba viene estirpata con la zappa; senza uso di diserbanti.

Viene effettuata una potatura nella stagione invernale per lasciare un solo tralcio per barbatella, e una potatura nella stagione primaverile per definire il numero e la disposizione dei grappoli.

La messa a dimora delle barbatelle innestate, con certificazione del clone, è avvenuta meccanicamente tramite apertura di un solco lungo il filare e impianto delle giovani viti, questo modo di procedere consente un miglior attecchimento della barbatella e uno sviluppo più rapido; la copertura dell’apparato radicale viene eseguito sempre meccanicamente e con maggior cura.

L’impianto è stato realizzato con forma di allevamento a spalliera: i filari hanno pali testa in castagno, ancoraggi in acciaio, pali intermedi in acciaio zincato alla distanza media di m 5,50.

I passaggi di filo zincato sono in numero di 6, di cui uno portante ed uno di sostegno per l’irrigazione di soccorso a goccia.

Durante il primo anno non è stato soppresso nessuno dei giovani germogli, così da massimizzare l’apparato fotosintetizzante e quindi lo sviluppo complessivo (aereo e radicale) della pianta. A partire dal secondo anno, sono stati selezionati uno o due germogli per il futuro cordone permanente.

Caratteristiche geopedologiche Il terreno è geneticamente composto da rocce carbonatiche, calcite e Carbonato di Calcio che forma i calcari.

Il suolo agrario, presenta uno strato attivo variabile tra cm 30 e cm 80. Il terreno agrario è di medio impasto, presenta una buona struttura ed una ottima dotazione di S.O., ha un buon grado di fertilità e presenta una tipologia di origine alluvionale, ricca di elementi minerali ed organici. La tessitura si presenta di medio impasto tendente all’argilloso.

Prima dell’impianto, il terreno è stato oggetto di lavorazioni andanti e profonde attraverso ripetuti passaggi con opportuni attrezzi agricoli, si è proceduto ad un successivo amminutamento delle zolle in modo ortogonale (in pratica, a croce) seguita, da un’aratura superficiale (30 cm).

In presenza di terreno che da diversi anni non era coltivato, si è provveduto ad apportare letame maturo (dalle 40 t/ha alle 100 t/ha nei casi di maggior necessità).

Il terreno presenta una configurazione abbastanza regolare, con una quota altimetrica media di m 52 slm.

Il clima caldo temperato e molto ventilato rappresenta un importante ingrediente che contribuisce all’ ottenimento di un prodotto di qualità. [Best_Wordpress_Gallery id="6" gal_title="Viticoltura"]